Un progetto di ricerca in collaborazione tra HURACT e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Introduzione
Il valore del Work-Life Balance
Il Work-Life Balance (WLB) è un elemento cruciale per il benessere individuale e la salute organizzativa. Quando presente, favorisce soddisfazione personale, motivazione, engagement e una riduzione del burnout. Le ricerche più recenti (Nicklin, Seguin & Flaherty, 2019) confermano che l’equilibrio tra vita lavorativa e personale è un predittore positivo di salute psicologica, produttività e relazioni lavorative sostenibili.
Gli interventi più consolidati per promuovere il WLB sono quelli cosiddetti “hard”, ovvero modifiche strutturali e organizzative: flessibilità oraria, smart working, job rotation, leadership efficace, gestione dei carichi e dei processi. Sono strategie fondamentali, ma non sempre applicabili.
Quando gli interventi “hard" non sono attuabili
In molti contesti professionali, la natura stessa del lavoro impedisce interventi strutturali. Pensiamo a insegnanti, operatori sanitari, lavoratori del retail, o formatori aziendali con agende rigide e carichi fissi. In questi casi, la difficoltà a conciliare vita e lavoro non si traduce solo in uno stress operativo, ma anche in una sofferenza emotiva aggiuntiva.
Per esempio: un board meeting previsto in concomitanza con il ritiro del proprio figlio a scuola non sempre è spostabile. Questo porta a una doppia frustrazione: non solo si arriva in ritardo da entrambe le parti, ma si attivano emozioni negative disfunzionali come colpa, rimorso, rabbia, senso di inadeguatezza.
Possiamo almeno agire sul piano cognitivo-emotivo?
In mancanza di possibilità di intervento strutturale, possiamo offrire alle persone strumenti per gestire il proprio dialogo interiore? Ridurre l’auto-svalutazione, accogliere con più compassione i propri limiti, ridurre il peso emotivo della frustrazione?
È da questa domanda che nasce il nostro progetto sperimentale, che ha unito approcci evidence-based con tecnologie avanzate di Realtà Virtuale (VR), Avatar Personalizzati e piattaforme di formazione digitale.
Il progetto di ricerca
La scelta di tecnologie avanzate come VR immersiva e Personal Avatar rispondeva all’obiettivo di potenziare interventi già noti con tecnologie innovative.
Abbiamo fatto leva su interventi di ristrutturazione cognitiva-emotiva di self-compassion di cui avevamo evidenza di efficacia, arricchiti con due tecnologie: la realtà virtuale immersiva (VR) per generare un contesto pseudo-ipnotico e l’utilizzo dei Personal Avatar per potenziare il dialogo interiore con il proprio sé compassionevole.
Disegno sperimentale
Il progetto ha utilizzato un disegno sperimentale a gruppi paralleli con misurazioni su tre tempi: pre-intervento (T0), post-intervento (T1) e follow-up. I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi: uno sperimentale (che ha ricevuto l'intervento) e uno di controllo (intervento “placebo"). Questa impostazione ha permesso di osservare non solo l’efficacia dell’intervento, ma anche la sua stabilità nel tempo.
L'intervento
Il protocollo sperimentale prevedeva tre sessioni, in cui i partecipanti del gruppo sperimentale accedevano a un ambiente di realtà virtuale immersiva indossando visori VR. All'interno dell'ambiente, ciascun partecipante interagiva con il proprio Personal Avatar: un modello realistico generato a partire dalla propria immagine e dotato della propria voce. Questo avatar conduceva una breve esperienza guidata di self-compassion basata su pratiche di mindfulness e accettazione, parlando direttamente all'utente da una posizione di accudimento e supporto.
Al gruppo di controllo sono state somministrate lezioni di Time Management.
Il tutto è stato veicolato tramite la piattaforma LMS huract.online, che ha garantito l’accesso ai contenuti, la fruizione autonoma e il monitoraggio delle sessioni.
Le ipotesi iniziali erano che l’intervento avesse un effetto significativo sia sulla Self-Compassion sia sul Work-Life Balance e che questo effetto fosse moderato dal livello di rispecchiamento, ovvero quanto il partecipante si identificava e giudicava piacevole il proprio doppio digitale: a maggior rispecchiamento sarebbe dovuto coincidere un maggior effetto.
Risultati principali
1. Efficacia dell'intervento
I risultati hanno confermato le nostre ipotesi mostrando un effetto positivo dell'intervento sia sui livelli di Self-Compassion sia sul Work-Life Balance, rispetto al gruppo di controllo.

In particolare per quanto concerne l’efficacia dell’intervento, i risultati confermano le nostre ipotesi:
Il gruppo sperimentale ha mostrato un incremento significativo di Self-Compassion rispetto al gruppo di controllo.
Anche il Work-Life Balance è migliorato significativamente nel gruppo sperimentale, soprattutto tra T0 e Follow-up.
2. Effetto del rispecchiamento
Viceversa, il livello di rispecchiamento non ha moderato l’efficacia dell’intervento, contrariamente alle nostre ipotesi, ed è rimasto pressoché stabile per tutta la durata dell'intervento.
Questi dati suggeriscono che anche in assenza di una forte identificazione con l’avatar, l’esperienza guidata può produrre effetti positivi misurabili nel tempo.
Conclusioni
I risultati preliminari confermano la nostra ipotesi principale: l’intervento di Self-Compassion mediante VR e Personal Avatar ha effetto sul livello di WLB.
In aggiunta, l’efficacia non è moderata dal rispecchiamento. Ciò è importante da un punto di vista operativo in quanto indicherebbe che l’intervento funziona comunque, anche se il soggetto non si rispecchia (o non si piace) nel suo Personal Avatar.
Inoltre, la possibilità di somministrare l’intervento tramite sistemi LMS, in auto-somministrazione, rende immediata l’operatività dello stesso: è sufficiente predisporre uno spazio attrezzato con visori VR e fornire un minimo di istruzioni operative.
In conclusione, benché gli interventi più efficaci restino certamente quelli primari “hard”, quando ciò si rivela impossibile è possibile agire con interventi secondari, supportati da tecnologie innovative di VR e Personal Avatar, fruibili tramite piattaforme LMS, per aumentare il WLB e il benessere del personale.
I risultati incoraggiano ulteriori studi e applicazioni in contesti organizzativi diversi, anche su larga scala.
